Cari lettori del mistero e dell’ignoto, chiudiamo questo primo mese dell’anno con una domanda che non ammette fughe: qual è la cosa che hai più paura di fare? E, soprattutto, cosa ci vorrebbe per convincerti a farla?
La paura è la bussola del nostro spirito. Indica esattamente dove si trova il nostro confine. Io, ad esempio, temo il vuoto. Le grandi altezze e l’atto del volare rappresentano per me la perdita definitiva di controllo: l’affidarsi a un abisso che non ha appigli. Eppure, accetto di sfidare quel vuoto per una sola ragione: il viaggio. La scoperta.
Temo gli aghi. L’intrusione metallica nella carne, il piccolo trauma della violazione del corpo. Eppure, mi sottometto a loro quando la necessità lo impone. Ma qui non parliamo di fobie. Parliamo di prezzo.
Ogni nostra paura ha un prezzo di vendita. La sottomissione al terrore non è mai totale; è un negoziato: cosa sei disposto a tollerare per amore? Quanto dolore sei pronto a sopportare per la conoscenza? Quale abisso sei disposto a sorvolare per non restare immobile?

Spesso confondo la paura con l’ansia. L’ansia è un rumore di fondo, una nebbia che avvolge i giorni e che richiede un lavoro metodico, quasi chirurgico, per essere diradata. Io scelgo la terapia per affrontare questa nebbia, perché non c’è mistero più fitto di quello che si nasconde nei corridoi della nostra stessa mente. Ma la paura… la paura è diversa. La paura è un muro di pietra.
Nei prossimi mesi vedremo Cesare affrontare i suoi assassini, Medea compiere l’indicibile e i malati di Epidauro dormire tra i serpenti. Nessuno di loro era “senza paura”. Erano solo persone che avevano trovato un motivo sufficientemente potente per pagare il prezzo richiesto dal loro destino. Non credo di essere una persona paurosa. Credo di essere una persona che impara, giorno dopo giorno, a negoziare con i propri demoni. Perché la verità è che ciò che temiamo di più è quasi sempre ciò che ci renderebbe liberi.
Ora tocca a voi. Guardate nel vostro armadio. Non cercate i mostri, cercate i vostri “No”. Cosa vi tiene bloccati a terra? E qual è il “viaggio” che vi spingerebbe finalmente a prendere il volo, nonostante le vertigini?Scrivetelo nei commenti. Non abbiate paura di essere sinceri. Spesso ammettere una fobia è il primo passo per trasformarla in un rituale di passaggio.
Alice Tonini
4 risposte a “Negoziare con le proprie paure: un’analisi necessaria 🤫”
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Se la paura sta dentro di noi, è perchè qualcuno ce l’ha messa con una precisa utilità.Sta a noi saperla usare, sapere quando lasciarla andare via.E più che ammettere una paura – discorso più pubblico – a me piace farci pace, come una faccenda privata.
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[…] Negoziare con le proprie paure: un’analisi necessaria 🤫 […]
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Le. Paure vanno superate
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Difficile lasciar andare le paure: o si ha un motivo molto forte, come ha scritto Alice, o c’è bisogno di aiuto (soprattutto se sono fobie)
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